Oggetti Sonori

Questi sono oggetti quotidiani, di quelli che ci aiutano nelle azioni di tutti i giorni. Ma, attenzione: solo in apparenza sono come gli altri. Infatti, accanto alla funzione pratica qui si accompagna un effetto sonoro. Che si tratti di un piccolo rumore d’avviso, di un gradevole suono di accompagnamento o dell’ispirazione all’immaginario musicale, questi oggetti hanno una propria vita, più complessa di quello che possa sembrare. Ecco allora che, nell’usarli, i sensi si attivano e la consapevolezza di ciò che ci circonda cresce, regalandoci spesso un sorriso di buonumore.

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Leslie Borg e Anita Silva

_scape

2012 – Prototipo

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Progettato dai designer londinesi Leslie Borg e Anita Silva, _scape cambia le abitudini del volare, riduce le ansie e trasforma il volo in un’esperienza interattiva e sensoriale. La sua forma è concepita a strati come un libro originale e la sua fruizione stimola il viaggiatore con suoni, odori, sensazioni evocate dal particolare paesaggio islandese. L’interno dell’oggetto, inoltre, è riempito di lana artica, delicata e sensibile che, come la natura, si sgretola se maneggiata troppo. L’interazione con _scape rivela al viaggiatore anche la presenza di un paio di cuffie removibili che possono trasmettere suoni secondo preset differenti, come in un “cuscino sonoro”.

www.cargocollective.com/scape


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Decoma design

Auté

2012 – Bosa Sensai

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Una lampada in ceramica di ultima generazione che nei suoi tratti avvolgenti nasconde un innovativo impianto di diffusione acustica. La sperimentazione di nuove forme e funzioni in un progetto di design in cui ibrido e dinamico sono perfettamente in equilibrio. La leggera ed essenziale ceramica rivela un’inedita capacità di risonanza. La lampada intreccia frequenze luminose e sonore, le une regolate con un dimmer ad alta precisione, le altre modulate da un qualsiasi lettore connesso WI-FI o Bluetooth.

www.decoma.net | www.sensai.it


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Matali Crasset

Infrasons

2011 – MICA Gallery

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Hanno la forma di altoparlanti e diffusori, ma in realtà sono ciotole e contenitori. Matali Crasset ha creato questi oggetti in legno, che narrano tutta l’abilità artigianale dell’intaglio fatto a mano, basandosi su un piccolo scarto percettivo.
Non rendendo immediatamente comprensibile il loro uso reale, infatti, si è automaticamente indotti a toccarli e interrogarsi con maggiore attenzione sulla loro finalità. Il fascino che emanano è legato all’aspetto di prototipi del passato, quelli di una tecnologia antica, che servivano per testare in versione muta la forma degli apparecchi destinati alla trasmissione del suono.

www.matalicrasset.com


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Chiara Demaria

Aka Carillon

2012 – Prototipi

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Il carillon è l’oggetto sonoro per eccellenza. Racchiude in sé tutto il potere evocativo del simbolo, a metà strada tra gioco e strumento musicale, tra linguaggio visivo e uditivo.
Questi, in particolare, sono un omaggio a John Cage e la partitura inserita è basata su una sua intervista.
I nastri riportano infatti uno le domande e l’altro le risposte, costituendo un meccanismo che va in loop. Ciò che ne esce è più di un suono musicale, bensì una riflessione ai limiti dell’opera concettuale, perfettamente in sintonia con l’eredità del grande autore al quale l’oggetto si ispira.

www.akacarillon.it


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Natalie Duckett

The Alarming Clock TAC 001/CTAC 001

2010/12 – Alarming Industries

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Questa radio sveglia è basata sul concetto di sonno come componente naturale di vitale importanza. La designer ha cercato di porre attenzione alla qualità del segnale, di solito percepito come evento traumatico della giornata. Questo imita un picchio che martella delicatamente il legno o altri materiali. Essa è in realtà dotata di due segnali: uno per la sveglia mattutina e uno serale per ricordarci che il nostro bisogno di riposo va rispettato per avere una vita sana e, conseguentemente, un risveglio migliore.

www.natalieduckett.co.uk


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Roberto Giacomucci

Trumpet

2006 – Prototipo

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Un bollitore in ceramica tradizionale lavorata artigianalmente al tornio si arricchisce di una funzione sonora. Il principio è quello, ben noto, del suono basato sull’emissione di vapore durante la bollitura; ma qui il fischio avviene per formatura del materiale stesso più che per l’aggiunta di un componente esterno. Ciò che ne deriva è alla fine forse più uno strumento musicale, una tromba inedita, che ha nel suo funzionamento la possibilità aggiuntiva di scaldare l’acqua per una bevanda calda, piuttosto che il contrario.

www.giacomuccidesign.com


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Gumdesign

Buonanote

2006

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Il cuscino è ciò che gli psicologi definiscono “oggetto transizionale”, uno di quelli sui quali, soprattutto da bambini, trasferiamo una carica affettiva potente. I Gumdesign lo hanno scelto come punto di partenza di un ragionamento sulle implicazioni psicologiche legate al delicato momento del prendere sonno, la cui criticità vale tanto per i bambini quanto per gli adulti. Quello tra veglia e sonno è un passaggio che richiede comfort, attenzione, dolcezza. Per questo motivo i designer toscani hanno scelto la lana merinos, in quanto materiale caldo per eccellenza, cromie neutre e rilassanti e hanno dotato il loro cuscino di tasche, per renderlo facilmente abbracciabile, e di una ninna nanna che accompagna nel regno di Morfeo con un pizzico di infantile nostalgia.

www.gumdesign.it


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Habit(s) Studio

Open Mirror

2012 – Prototipo

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Le nuove frontiere dell’interazione tra esseri umani e oggetti prevedono che questi si carichino di funzioni multiple.
Partendo dal presupposto che le persone sono più abituate all’idea di muovere le loro mani nello spazio piuttosto che su una tastiera o un mouse, i nuovi sensori intercettano gestualità quotidiane con oggetti d’uso comune per offrire nuove prestazioni. Ecco allora che anche il semplice atto di guardarsi allo specchio può divenire l’occasione per gestire la musica che più ci piace con un semplice movimento delle mani, anche quando queste siano bagnate e quindi impossibilitate al contatto diretto con un lettore digitale.

www.habits.it


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Peter van der Jagt

Bottoms up doorbell

1994 – Droog

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‘Droog’ in olandese significa asciutto. Questo è il concept del collettivo di designer fondato nel 1993 da Gijs Bakker e Renny Ramakers che firma oggetti originali, essenziali ed ironici ma mai privi di senso. Come un’anonima scatoletta che non rivela la sua funzione e diventa un campanello.
In Bottoms up doorbell il suono è creato dai bicchieri di cristallo e gli ospiti sono annunciati dal “brindisi musicale”.
Con Bottoms up doorbell, il designer Peter van der Jagt ha vinto il premio Reddot Design 2007.

www.droog.com


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Bruno Munari e Davide Mosconi

Invece del campanello

1991 – Lualdi

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Se le case sono quanto di più individuale si possa progettare, perché i campanelli alle loro porte devono suonare tutti uguali e presentarsi così poco personalizzati? Partendo da questo principio Bruno Munari, con l’esperta consulenza di Davide Mosconi, immagina una serie di congegni particolari da applicare alle porte delle abitazioni, ciascuno pensato in considerazione del proprietario. “Quasi tutti hanno lo stesso campanello / Il batacchio di bronzo non si usa quasi più / Quasi quasi vien voglia di inventare qualcosa / invece del campanello”, diceva l’autore. Ognuno di questi elementi
diviene così in grado di fornire informazioni sull’abitante dietro la porta e di sintetizzarne le caratteristiche principali, quasi come una presentazione sulla soglia-limite tra sfera pubblica
e ambiente privato.

www.lualdi.com


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Susanna Nobili

Diskobolus

2005 – Artigiana Design

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Il progetto di questo piccolo piano d’appoggio è stato pensato come arredo per il Ristorante della Casa del Jazz di Roma, per fornire un elemento sul quale posizionare il bicchiere dell’aperitivo nell’attesa prima della cena. Oggi si evolve in un progetto che coinvolge tutti gli appassionati del disco in vinile, tecnologia desueta, ma resa mitica nel ricordo per chiunque l’abbia vissuta. L’idea è quella di fornire una base, di misure differenti a seconda delle necessità, sulla quale ognuno può posizionare il proprio “disco del cuore”, trasformandolo in piccolo tavolo. Perché recuperare la memoria facendola vivere nel presente è più utile di qualunque ricordo nostalgico.


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Susanna Nobili

Henrikpianò

2005 – Artigiana Design

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Lo slittamento del piano o il piano dello slittamento?
Questo appendiabiti rovescia parecchie regole e consuetudini, portando in verticale una tastiera che per suonare è tradizionalmente orizzontale e offrendole una nuova funzione. I tasti si aprono per ospitare giacche e borse, ma si ricompongono nella posizione verticale per regalarci il riferimento bicolore del ricordo musicale. “Come un dada–feticcio, il resto di ciò che muto, ora, evoca l’illusione di qualunque sonorità. Può sospendere e sostenere abiti melodrammatici oppure reggere citazioni melomani. Oppure, per i più fervorosi, segnare con una cornice optical un intero ambiente. Oppure come una zigfield – folie spostare un po’ più oltre la realtà” (dalla presentazione dell’autrice).
Pensato per la Casa del Jazz di Roma Henrikpianò viene oggi ospitato da chi ama la musica in ogni sua forma.


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Chiara Onida

The Domestic Soundscape

[Incalmi Carafe, Incalmi Glass, IJOK II, Toolkit for Impact Sounds] 2010

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Oggetti in vetro, ma anche il kit di un rumorista: questi e altri sono gli oggetti sonori che incorporano letteralmente la consapevolezza del suono nella vita di tutti i giorni, in un paesaggio domestico che si fa sonoro. “Questo progetto – spiega la designer – è un’esplorazione su suoni e ritmi dell’ambiente domestico. L’intento è di celebrare la bellezza che nasce dalla consapevolezza delle varietà dei suoni coi quali conviviamo, evidenziando in particolare gli aspetti positivi e piacevoli dell’ascoltare. Lo scenario nel quale la ricerca si sviluppa è quello domestico. I risultati fisici riflettono il tentativo di incorporare il suono in oggetti familiari che appartengono al panorama domestico per fornire diversi livelli di esperienza”.

www.chiaraonida.com


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Lorenzo Palmeri

Fiskio!

2011 – Pandora Design

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Questi fischietti progettati da Lorenzo Palmeri riproducono alcune icone dell’architettura milanese (Torre Velasca, Basilica di Sant’Amborgio, Grattacielo Pirelli, Palazzo della Triennale), divenendo souvenir sonori della città. “Fiskio – spiega il designer-architetto-musicista – è un omaggio ai grandi architetti e alla grande architettura; Fiskio dà voce alla città, facendola suonare, quasi come un monito, un richiamo all’eccellenza. Fiskio è un gesto e un simbolo; un esempio, un manifesto. Fiskio ha qualcosa di punk e di virtuoso; è una sveglia, è una scoperta, è memoria Fiskio spera in un nuovo inizio”.

www.pandoradesign.it


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Matteo Ragni

Xilotable

2006

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Un tavolo regolare che svolge la sua funzione; ma anche un tavolo speciale perché si trasforma in uno strumento musicale, uno xilofono per un concerto improvvisato tra commensali alla fine di un pasto. Matteo Ragni da tempo conduce una ricerca su oggetti che, dietro un aspetto di spensierata allegria, propongono soluzioni alternative ai comportamenti più banali, con un pensiero sempre in agguato dietro al sorriso. Anche l’idea qui suggerita è per certi versi una piccola rivoluzione negli usi domestici: abbandonare l’abitudine alla passività televisiva per un divertimento creativo, decisamente più costruttivo e coinvolgente.

www.matteoragni.com


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Richard Sapper

Bollitore 9091

1983 – Alessi

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Per il primo dei bollitori d’autore prodotti da Alessi, Sapper parte dalla considerazione che, pur trattandosi di uno strumento molto familiare in tutto il nord Europa, di solito questo utensile viene dotato di un fischio violento, quasi ansiogeno. Il suo pensiero è quindi quello di realizzare un “fischio un po’ più civile”. La sfida è nell’ottenere un suono più basso in un elemento dalle dimensioni ridotte.
Egli compie allora una ricerca partendo dai fischietti che servono da richiamo per gli uccelli, oggetti capaci di creare un suono garbato in un volume minimo. Quello che sembra un dato accessorio diviene quindi parte di una ricerca complessa, dove è l’effetto acustico a fare la differenza. Il fischietto in ottone, all’uscita del vapore, compie una melodia poetica, una nota polisensoriale che entra in cucina portando buonumore.

www.alessi.com


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Sovrappensiero Design Studio

Diapason

2008 – Prototipo

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Questo oggetto fa parte di una serie progettata pensando a utenti non vedenti e quindi basata su una diversa abilità.
Al tempo stesso si sposa con l’intenzione di creare oggetti capaci di attivare in tutti una diversa attenzione al dato psicologico e simbolico delle cose che ci circondano.
“Diapason traduce la luce del sole in un suono musicale e profondo, grazie ad un pannello solare e un dispositivo elettromagnetico. Una giornata di sole o un cielo coperto possono cambiare il nostro umore. Svegliarsi e ascoltare la luce filtrare dalla finestra: sarà una bella giornata! Uscire a piedi, incontrare qualcuno, essere avvolti dal tepore dei raggi solari, l’emozione del suono della luce non è nell’informazione ricevuta, ma nella sorpresa della scoperta” (dalla presentazione degli autori).

www.sovrappensiero.com


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Ombretta Valenti e Silvia Gemma

Sofuto

2012 – Prototipo

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Viviamo spesso in spazi pubblici e condivisi dove a volte si sente il bisogno di un momento di quiete, di un luogo in cui isolarsi in una dimensione più privata. Sofuto parte da questo principio ed è la proposta di un’isola pacifica dove poter ascoltare la propria musica, ricaricarsi, o semplicemente proteggersi dal rumore quando l’inquinamento acustico ci disturba. Una struttura ad origami, che quasi respira aprendosi e chiudendosi a soffietto, permette di utilizzarlo e riporlo senza un eccessivo ingombro spaziale.

Sofuto è stato sviluppato come Progetto di Tesi di Product Design presso IED Istituto Europeo di Design Roma in collaborazione con MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma
www.ied.it/roma

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